Archivio

Archivio per la categoria ‘Press’

Pirata ? bello

5 novembre 2005 Commenti chiusi

Stangata sui cd, dvd e vhs vergini. La tassazione su questi prodotti nonch? su dispositivi tecnologici, comprese memorie digitali e pay tv, sar? rivista verso l’alto. Attualmente su dvd e cd vergini ? in vigore un tributo dirottato agli autori ed editori per compensare le perdite indotte dalla pirateria. Con la nuova norma, si innalza l’entit? di questa tassa. Il nuovo prelievo dovrebbe tradursi in un rincaro a carico dei consumatori finali tra il 10% del prezzo di cessione al distributore e rivenditore di audio e videocassette, cd, dvd e il 3% dei prezzi di ‘flash memory’ e ‘Usb flash’.

Tratto da Repubblica.it

AGGIORNAMENTO
Via la tassa sui cd e sui dvd
Quello che, ad oggi, ? certo ? che la tassa sui dvd e sui cd sar? tolta. L’idea iniziale era quella aumentare il prelievo dovuto da produttori e autori, estendendolo anche a dvd e cd ‘vergini’. Ma il governo ha cambiato idea. “Ci abbiamo ripensato e siamo arrivati alla conclusione che non ha senso mettere una tassa sul diritto d’autore” annuncia Vegas.

VN:F [1.9.11_1134]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
Categorie:Pensieri, Press Tag:

L’affare Darwin

2 novembre 2005 Commenti chiusi

Da Micromega il giallo del documento sull\'evoluzione darwiniana.

Un giallo darwiniano al ministero (t.p.)
La vicenda del documento ?ufficiale? presentato dal gruppo di esperti ministeriale sul ?caso Darwin? merita di essere brevemente raccontata perch? presenta alcuni aspetti grotteschi.
La commissione viene istituita il 28 aprile 2004 dal ministro, preoccupato per le proteste massicce della comunit? scientifica, compresa l’Accademia dei Lincei. Quel giorno il ministro assicura che ?la discussione delle teorie darwiniane, fondamento della moderna scienza biologica, sar? assicurata nella formazione di tutti i ragazzi dai 6 ai 18 anni, secondo criteri didattici graduali? e d? notizia della nomina della Commissione ?per dare precise indicazioni che costituiranno la base di tutti i percorsi educativi?.
La Commissione ? presieduta da Rita Levi Montalcini, senatore a vita e premio Nobel per la Medicina, ed ? composta da Carlo Rubbia, Nobel per la Fisica, da don Roberto Colombo, ricercatore responsabile del Laboratorio di biologia molecolare e genetica umana dell’Universit? Cattolica di Milano, e da Vittorio Sgaramella, professore di Biologia molecolare all’Universit? della Calabria e responsabile della sezione di Biologia molecolare e cellulare del Centro ricerche e studi agroalimentari del Parco tecnologico padano di Lodi. I compiti della Commissione vengono presentati dal ministro in un incontro che si tiene a Roma il 16 giugno 2004. La reintroduzione dell’insegnamento dell’evoluzione viene ribadita dal ministro nella conferenza stampa di presentazione del nuovo anno scolastico, il 6 settembre 2005. I quattro esperti lavorano per alcuni mesi.
Il 23 febbraio 2005 la presidente Montalcini consegna al ministro il ?rapporto? conclusivo che, si presume, sia stato concordato con tutti gli altri membri. In ogni caso il documento viene presentato a nome di tutta la commissione e il ministro ne d? subito notizia in un comunicato in cui esprime ?viva soddisfazione per la collaborazione degli illustri studiosi? e informa di averlo gi? trasmesso alla struttura amministrativa ?affinch? provveda ad integrare i piani di studio della scuola primaria e secondaria di primo grado in base alle riflessioni fornite?. A questo punto, da quando il manoscritto fa il suo ingresso nella fantomatica ?struttura amministrativa? di via Trastevere, cala sulla vicenda un fitto velo di mistero. Tutte le richieste formali di poter leggere il testo, giunte dalle pi? svariate istituzioni
scientifiche e associazioni nazionali in questi mesi, vengono respinte per motivi cos? bizzarri che sarebbero stati degni di una caricatura di Alberto Sordi.
Ci proviamo anche noi. Alcune ignare segretarie ci parlano con innocenza di smarrimenti temporanei, altre ci confessano che nei loro faldoni risulta esservi soltanto una bozza ?provvisoria? piena di ?correzioni?. Cominciamo a domandarci cosa vi sia scritto di tanto scabroso. Diventa lecito ipotizzare che all’interno della Commissione vi siano state valutazioni contrastanti che il ministero non vuole far conoscere.
|inline

VN:F [1.9.11_1134]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
Categorie:Press Tag:

A Can’t-Do Government

3 settembre 2005 Commenti chiusi

By Paul Krugman
Published: September 2, 2005

Before 9/11 the Federal Emergency Management Agency listed the three most likely catastrophic disasters facing America: a terrorist attack on New York, a major earthquake in San Francisco and a hurricane strike on New Orleans. “The New Orleans hurricane scenario,” The Houston Chronicle wrote in December 2001, “may be the deadliest of all.” It described a potential catastrophe very much like the one now happening.

So why were New Orleans and the nation so unprepared? After 9/11, hard questions were deferred in the name of national unity, then buried under a thick coat of whitewash. This time, we need accountability.

First question: Why have aid and security taken so long to arrive? Katrina hit five days ago – and it was already clear by last Friday that Katrina could do immense damage along the Gulf Coast. Yet the response you’d expect from an advanced country never happened. Thousands of Americans are dead or dying, not because they refused to evacuate, but because they were too poor or too sick to get out without help – and help wasn’t provided. Many have yet to receive any help at all.
|inline

VN:F [1.9.11_1134]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
Categorie:Press Tag:

Che tempismo, signor ministro!

3 agosto 2005 Commenti chiusi
Categorie:Press Tag:

Silvio, da Marte con furore

28 luglio 2005 Commenti chiusi

CRISI IMPRESE: BERLUSCONI, GOVERNO NON PUO’ FARE NULLA

Ci sono industrie “che conoscono la crisi”, sono quelle che “realizzano prodotti che non sono piu’ in grado di stare sul mercato”, ma – spiega Silvio Berlusconi – il governo “puo’ fare ben poco”, anzi “non puo’ far nulla per queste imprese”. Il premier invita le aziende in difficolta’ a “prendere atto” della situazione e ad “inventare prodotti diversi”. Il premier imputa la non possiblita’ ad agire anche al “debito publico che e’ una montagna negativa” e al fatto che l’Italia ha perso poteri nei confronti dell”Europa per quanto riguarda le politiche economiche. Per quanto riguarda la “generalita’ delle famgilie” il premier nota che “gli italiani vivono con degli standard di vita di altissima qualita’” e infatti, per esempio, “non c’e’ piu’ una signora che non vada ad aumentare in spese nei cosmetici” e ormai fare vacanze e’ diventata una cosa obbligatoria”. Berlusconi pero’ constatando che ci sono famiglie in difficolta’ alla quarta settimana del mese osserva che con un centrosinistra al governo sarebbero state in difficolta’ “alla terza settimana”.

VN:F [1.9.11_1134]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
Categorie:Press Tag:

Quando l’arbitro tifa per gli altri.

27 luglio 2005 Commenti chiusi

Fazio a Fiorani:”Vieni in Bankitalia ma come al solito passa da dietro”. Dal banchiere telefonini e schede “sicure”
“Gianpiero, tutto ok: ho firmato”
“Grazie Tonino, ho la pelle d’oca”

E Ricucci ammette: “Stamo a f? i furbetti del quartierino”

di ETTORE LIVINI e FERRUCCIO SANSA

“Stamo a fa i furbetti del quartierino”. L’ammissione (come da intercettazioni telefoniche) ? di Stefano Ricucci. Ma la sua, in fondo, ? la sintesi pi? fedele della brutta piega che sta prendendo la partita Antonveneta. Una battaglia finanziaria da 8 miliardi di euro che ha coinvolto la Ue, i Governi e i Governatori di mezza Europa. Ma che alla fine – raccontata in viva voce dai suoi protagonisti registrati al telefono dalla Guardia di Finanza – sembra scivolare in una “stangata” da strapaese. Un intrigo costruito su una fitta rete di interessi, amicizie e potere difficilmente districabili e che ora fa tremare persino il vertice di Banca d’Italia.

Fiorani e casa Fazio. Il filo rosso che lega il patron di Bpi e il Governatore emerge da numerose telefonate riportate nelle 22 pagine del verbale di sequestro preventivo disposte dai pm Giulia Perotti ed Eugenio Fusco. Una in particolare. Sono le 00,12 del 12 luglio scorso, quando il Governatore decide di telefonare a Gianpiero Fiorani. “Ti ho svegliato?”, domanda. Risponde Fiorani: “No, no”. Fazio: “Allora ho appena messo la firma, eh”. Fiorani, malgrado l’ora, sa come ringraziare: “Ah… Tonino, io sono commosso, con la pelle d’oca. Guarda… ti darei un bacio in questo momento, sulla fronte ma non posso farlo… So quanto hai sofferto, credimi… prenderei l’aereo e verrei da te in questo momento se potessi…”. Ma la conversazione prosegue: “Io non volevo che il nostro rapporto personale fosse tale da influenzarti in qualunque cosa, il rapporto era tuo, solo tuo e di questo il Paese oltre a Gianpiero ti saranno per sempre grati”. Ma ci sono altri elementi a dare il quadro di un rapporto molto stretto. Ad esempio le telefonate in cui Fiorani parla a lungo con la signora Fazio – la “Governatora” come l’hanno soprannominata gli investigatori per il suo ruolo attivo nella vicenda – chiamandola “tesoro”. E si sta approfondendo la storia “di alcuni telefonini e soprattutto schede telefoniche che Fiorani avrebbe personalmente fornito alla famiglia Fazio”.

Le ombre in via Nazionale. Tutto l’iter dell’approvazione di Banca d’Italia all’Opa di Lodi ? per? costellato di curiosit? e stranezze. Come quando Fazio invita Fiorani in via Nazionale “per verificare alcune cose” raccomandandogli per?, non si sa mai, di entrare “come al solito dal retro”. Lo stesso Governatore e la moglie Cristina devono tranquillizzare il banchiere di Codogno (“stai sereno, calma…”) quando un solerte funzionario di via Nazionale (“un infiltrato” lo liquida Fiorani) chiede chiarimenti a Bpi su alcuni put con Deutsche. E Fiorani commenta a lungo con la First Lady di Palazzo Koch l’ostilit? nei suoi confronti della Consob. La banca centrale ? tirata in ballo anche per i dialoghi tra alcuni funzionari in apparenza “dissenzienti” e i fedelissimi di Fazio, a caccia di pareri favorevoli da parte di esperti in teoria “indipendenti” (“fatti fare due o tre paginette”) per dare il via libera a Lodi.

Il concerto. Le intercettazioni – secondo i pm – dimostrano l’esistenza di un concerto trasversale: “Emilio Gnutti e Gianpiero Fiorani erano impegnati su pi? fronti: la scalata di Antonveneta, in principalit?, ma anche su quella di Bnl”. L’asse di ferro ? soprattutto quello tra il numero uno della Lodi e il raider bresciano, che sembrano usare le rispettive societ? come Bancomat per finanziarsi a vicenda o per aggirare le comunicazioni al mercato. In un circolo vizioso che lambisce anche Giovanni Consorte, lo scalatore di Bnl. Via Veneto ? tirata in ballo assieme ad Antonveneta in una conference call con i Lonati, Ricucci e altri concertisti in cui Chicco Gnutti illustra a tutti le tecnicalit? dell’operazione. Appena finito l’incontro ufficiale lo stesso Gnutti commenta l’esito con Fiorani al telefono: “Hai visto come l’ho venduta?” “Bravissimo”, gli risponde l’ad di Lodi.

Ma nelle telefonate ballano anche milioni come noccioline. La Lodi ha bisogno di vendere fittiziamente alcune attivit? per rientrare nei ratios patrimoniali richiesti da Banca d’Italia? Ci pensa Gnutti, che in cambio chiede un prestito da 100 milioni. Il finanziere poi fa comprare in una partita di giro le quote di minoranza di Efibanca e Ducato da una sua societ?. “? un’operazione venuta benissimo – commenta il numero uno di Hopa al telefono – se l’avessimo fatta apposta non ci riusciva”. Nel dubbio Fiorani chiama anche Consorte per chiedergli di dare l’ok alla transazione: “Si tratta di una cessione temporanea – dice – con la T maiuscola”. Un’altra intercettazione che ha convinto i pm a ipotizzare il reato di false informazioni al mercato. La consuetudine tra i protagonisti della partita ? evidente: Fiorani usa carta intestata della Gp Finanziaria, la cassaforte di Gnutti, per taroccare alcuni documenti. Gnutti gli chiede 30 milioni per comprare azioni Eni (subito concessi malgrado la perplessit? di qualche funzionario di Lodi). Sar? vero, come sussurra Ricucci in un’intercettazione che il vecchio capitalismo di casa nostra mostra tutte le sue rughe (“Altro che salotto buono! – dice – Marco Tronchetti Provera ? pieno di debiti fino al collo”). Ma il nuovo che avanza, lette queste intercettazioni, rischia gi? di far rimpiangere il passato

VN:F [1.9.11_1134]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
Categorie:Press Tag:

Don Giorgio, lui si che ha capito come vanno le cose.

26 luglio 2005 Commenti chiusi

“L?omelia di quel parroco mi ha davvero colpito”

Mi scuso per l?anonimato, ? per puri motivi strettamente personali. Ma ho egualmente fiducia che la mia lettera venga pubblicata a motivo del suo contenuto. Mi auguro possa suscitare anche un dibattito tra i lettori.
Domenica 17 luglio ho partecipato alla messa nella chiesa della Pentecoste della parrocchia di San Vincenzo, pur appartenendo ad un?altra parrocchia di Thiene. Il parroco (che so essere laureato in filosofia) ha svolto un?omelia di interesse alquanto vivace ma al tempo stesso preoccupante. Mi spiego in poche parole.
Il Vangelo presentava la parabola del grano buono che cresce con la zizzania: il mondo che deve convivere nel bene e nel male. I contadini vorrebbero sradicare la zizzania. Il padrone lo vieta: c?? il rischio che essi interpretino il bene o il male secondo un proprio criterio. Solo il padrone, a suo tempo, nel giudizio definitivo, sapr? fare la distinzione, e quindi la destinazione del grano buono e della zizzania.
Il parroco, di nome don Giorgio, ha avuto la capacit? di affrontare una visione della storia letta con la parabola. Lui ha detto “teologia della storia”. Tre ideologie hanno caratterizzato la nostra storia recente.
1. Si ? presentato sulla scena della storia il marxismo: voleva fare piazza pulita della zizzania per dare al mondo un campo di solo grano buono. Pretesa assolutistica di giudizio del bene e del male e relativi criteri di soluzione. Tutti conosciamo il disastro che ne ? seguito e che ancor oggi segue.
2. Poi si presenta sulla scena della storia l?altra ideologia: il nazismo. Stesse pretese, addirittura in nome di Dio: Gott mit uns (Dio ? con noi), nelle giacche dei soldati tedeschi. Un campo nuovo realizzato e governato da una ideologia le cui conseguenze di disperazione e di morte conosciamo un?altra volta altrettanto bene che quelle del marxismo.
3. La sorpresa. Oggi un?altra ideologia, ed anche questa in nome di Allah, si presenta sulla scena della nostra storia. Stessa pretesa, sia pur con sistemi diversi. Cambiano i mezzi ma lo scopo ? identico.
Si tratta del fondamentalismo islamico: precisazione che reputo intelligente. Dal suo primo apparire, veramente c?? poco da stare allegri. Il terrorismo ? strumento che opera gi? tra noi, finalizzato ad un dominio e ad una imposizione che non ha nulla di diverso dal marxismo e dal nazismo.
Lo possiamo tutti noi constatare. Il parroco, poi, concludeva con la necessit? di vivere con Dio e non con un fantoccio di dio creato da noi, manipolato secondo il nostro opportunismo o ideologia.
A questo punto non posso negare che la predica mi abbia impressionato alquanto. Uscendo di chiesa ne ho parlato con alcune persone che conoscevo: medesima impressione. Ma gi? in chiesa avevo notato un?attenzione insolita nei confronti delle prediche.
Io non ho competenza storica o filosofica come il parroco che ha svolto la predica. Ecco perch? sarei contento, curioso affinch? venisse aperto un dibattito, anche attraverso il vostro giornale.Tratto da “Lettere al direttore” de “Il Giornale di Vicenza” di luned? 25 luglio 2005

VN:F [1.9.11_1134]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
Categorie:Press Tag: