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Archivio per gennaio 2006

Sturmtruppen diventa illegale

23 gennaio 2006 Commenti chiusi

Vaticano, copyright su parole Papa
Decreto del Cardinale Sodano sul diritto d’autore (ANSA)

CITTA’ DEL VATICANO, 22 GEN – Qualunque testo che ha per autore il Papa o un qualsiasi dicastero della Santa Sede d’ora in poi e’ protetto dal copyright. Nessuna casa editrice potra’ piu’ pubblicare il testo di un’enciclica e di un discorso papale senza previo contratto a pagamento con la Libreria Editrice Vaticana (Lev). A stabilirlo e’ un decreto firmato lo scorso 31 maggio dal Segretario di Stato vaticano, cardinale Angelo Sodano.

DIRITTI DIVINI

Caro Zucconi,
mi stupisce la decisione del Vaticano di esigere il pagamento dei diritti d’autore per la pubblicazione di scritti papali. Mi sembra un vero ostacolo alla loro diffusione.
Banalmente
Paolo Bistagnino
Genova

Pensi a come saranno imbufaliti Matteo, Marco, Luca e Giovanni che non hanno mai preso una palanca per i loro bestsellers.

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Net To Be nr.520 – Il segno del tempo

12 gennaio 2006 Commenti chiusi

Net To Be nr.520

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Rovinato dalla politica

9 gennaio 2006 Commenti chiusi

Silvio Berlusconi
05/01/2006
Berlusconi: “Mai fatto affari con la politica, anzi ho solo perso”

09/01/2006
Berlusconi, grazie al condono fiscale paga 1800 euro per sanare milioni

Grazie alla norma sul condono fiscale varata dalla maggioranza nel 2002, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avrebbe sanato la sua posizione fiscale da decine di milioni di euro versando 1.800 euro in due tranche: una da 1.500 euro e la seconda da 300 euro. Il dato ? emerso dal procedimento, in corso a Milano e ancora in fase di udienza preliminare, sulle presunte irregolarit? compiute da Mediaset nell’ambito della compravendita dei diritti televisivi.
Il 15 dicembre scorso, infatti, l’agenzia delle entrate aveva chiesto copia di alcune carte processuali per compiere accertamenti fiscali proprio a carico del premier in relazione al periodo 1996/2002, ma la richiesta ? stata ritirata dopo pochi giorni proprio perch? Berlusconi, utilizzando la norma sul condono fiscale n. 289, varata dalla maggioranza di governo nel 2002, avrebbe regolarizzato cos? la sua posizione nei confronti del fisco.

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Il debole legame tra nuove tecnologie e produttività nell’economia italiana

5 gennaio 2006 Commenti chiusi

Francesco Daveri, www.lavoce.info

Nell’economia italiana la tecnologia si diffonde lentamente e, se si diffonde, provoca scarse ricadute produttive. E’ un problema di non facile soluzione. Ci vogliono lavoratori e imprese con caratteristiche diverse da quelle oggi prevalenti nell’economia italiana. Di sicuro, questi problemi strutturali non sono stati nemmeno scalfiti da politiche di incentivazione come i sussidi all’acquisto dei PC degli ultimi anni.

Il rallentamento della produttivit? nell’economia italiana

Anche se non sono ancora disponibili i dati definitivi, ? gi? chiaro che il 2005 potr? essere ricordato come l’Anno dei Tre Zeri per l’economia italiana: zero (e qualcosa) di crescita del PIL, zero (e qualcosa) di crescita dell’occupazione, zero (meno qualcosa) di crescita della produttivit? del lavoro. Tre zeri non ce li ha nessuno in Europa, nemmeno la Germania, l’altro grande malato d’Europa. Un record davvero non lusinghiero.
Purtroppo il pessimo andamento dell’economia del 2005 non ? una novit? n? ? semplicemente il risultato di una oscillazione ciclica particolarmente sfortunata. E’ invece la continuazione di una tendenza – iniziata intorno alla met? degli anni Novanta – che vede la performance dell’economia italiana peggiorare non solo rispetto ad un entit? economicamente variegata come l’economia mondiale, ma anche rispetto ai quattro altri grandi paesi dell’Europa (Germania, Francia, Regno Unito e Spagna). Nel loro insieme, i dati di lungo periodo suggeriscono che l’Italia, all’inseguimento dei pi? elevati standard di vita degli altri paesi europei, ? riuscita nell’intento di ridurre gradualmente la differenza di reddito pro-capite esistente nel 1950 fino alla met? degli anni ’90. Dal 1995, per?, si ? verificata una preoccupante inversione di tendenza.
Da dove venga fuori questa crisi decennale ? presto detto: ? prevalentemente un problema di diminuzione della crescita della produttivit? (parzialmente attenuato nel suo effetto negativo sull’andamento del PIL dall’aumento delle ore lavorate complessive su cui non mi soffermo qui). Una recente trattazione dei problemi della produttivit? italiana ? nel mio lavoro con Cecilia Jona-Lasinio: “Italy’s decline: getting the facts right”, IGIER Working Paper #301, December 2005, in corso di pubblicazione sul Giornale degli Economisti.
Negli ultimi dieci anni, la produttivit? del lavoro ? cresciuta solo di mezzo punto percentuale l’anno e di zero (0) punti percentuali circa negli ultimi quattro anni. Negli anni del boom economico, invece, la produttivit? per ora lavorata cresceva a tassi “irlandesi” (+5-6% l’anno), e anche nei turbolenti anni ’70 si registrava ancora un +4% l’anno. Un dato ancora pi? allarmante (e relativamente ignorato dagli osservatori) ? ci? che ? successo alla produttivit? del capitale. Come indicato in una recente pubblicazione dell’OCSE,OECD, Compendium of Productivity Indicators, 2005. la produttivit? del capitale in Italia ? addirittura diminuita del 2% l’anno nel periodo 1995-2003. Anche se, in una certa misura, il fenomeno della riduzione nella produttivit? del capitale ? comune anche ad altri paesi (-0.5% in Francia, -1.0% in Germania, -1.5% in Spagna e Regno Unito), in Italia tale fenomeno ? stato pi? marcato che altrove.

Cellulari e iPod dappertutto, ma nessun effetto sulla produttivit?

L’azzeramento nella crescita della produttivit? del lavoro e del capitale deriva soprattutto dalla diminuita capacit? delle imprese italiane di adottare nuovi metodi di produzione e di inventare nuovi prodotti nel mondo rivoluzionato dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Negli ultimi anni, nei dati aggregati sulla produttivit? non si trova nessuna evidenza positiva dei cambiamenti indotti dalle nuove tecnologie dell’informazione nell’attivit? d’impresa.
Eppure, soprattutto dal 1999 in poi, la rivoluzione tecnologica ha finalmente investito le imprese e anche le famiglie italiane. Una recente analisi dell’IstatIstat, L’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle imprese. Anni 2004-2005, 27 dicembre 2005 mostra che, al primo gennaio 2005, il 96% delle imprese italiane con pi? di dieci addetti – insomma quasi tutte – possedeva almeno un personal computer. Inoltre, come emerge da un’altra Indagine Istat,Istat, Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione: disponibilit? nelle famiglie e utilizzo degli individui – Anno 2005, Roma, 27 dicembre 2005. l’80% delle famiglie italiane ha almeno un cellulare (era il 27% nel 1997), il 34% ha accesso ad Internet (il 2% nel 1997), e un terzo di queste (dunque il 10% circa del totale) lo fa con una connessione veloce. A questo boom, hanno probabilmenteMancano analisi sistematiche che verifichino l’effetto di addizionalit? delle misure introdotte, cio? se i sussidi hanno indotto all’acquisto di un PC persone che non l’avrebbero acquistato in assenza dello stesso. contribuito i vari programmi del Governo che hanno sussidiato l’acquisto di PC da parte di varie categorie di persone (studenti, impiegati pubblici).
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Il vero miracolo di Harry: meno bimbi negli ospedali

3 gennaio 2006 Commenti chiusi

Una notizia coperta da embargo apparsa il 22 dicembre diceva cos?: “Con Harry Potter meno bimbi al pronto soccorso”. Il British Medical Journal pubblicava un’indagine del Department of Orthopaedic Trauma Surgery presso il John Radcliffe Hospital di Oxford: lo studio mostra che il numero di accessi di bambini al pronto soccorso praticamente si dimezza nei giorni concomitanti all’uscita dei nuovi libri e film della saga del maghetto. Gli esperti hanno esaminato tutti gli accesi al pronto soccorso per lesioni muscoloscheletriche in bambini di 7-15 anni considerando tutti i weekend estivi del biennio 2003-2005. Poi hanno confrontato la frequenza di accessi in concomitanza con l’uscita dei due ultimi libri della saga Potter, Harry Potter e l’Ordine della Fenice e Harry Potter e il Principe Mezzosangue, con la frequenza di accessi in analoghi weekend (uguali per condizioni meteo e periodo dell’anno). E’ emerso che la frequenza media di accessi al pronto soccorso ? di 67 per un weekend normale, ma che questa frequenza scende a 36-37 nei week end in concomitanza con l’uscita dei libri. In nessun periodo dell’anno la frequenza di accessi ? mai scesa a simili valori.

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