Bruxelles potrebbe bocciare il sostegno pubblico del 2004-2005
Da valutare gli aiuti di 10 milioni previsti nella nuova finanziaria
Digitale terrestre, procedura Ue
contro gli incentivi statali
L’Unione europea aprir? una procedura d’infrazione contro l’Italia per i finanziamenti pubblici ai decoder per la televisione digitale terrestre. A confermare le indiscrezioni circolate in queste ultime ore ? stato il portavoce del Commisario Ue alla concorrenza, Neelie Kroes. La comunicazione al governo italiano dovrebbe arrivare entro Natale. Nell’attuale Finanziaria il governo ha previsto di reiterare il finanziamento per una spesa di 10 milioni di euro.
Come ha gi? fatto il mese scorso in Germania, l’esecutivo Ue si prepara cos? a intervenire contro un altro Paese di Eurolandia a difesa del regolamento comunitario sugli aiuti di Stato in tema di digitale terrestre. Nel caso italiano, sono in questione i circa 200 milioni di euro spesi per finanziare gli acquisti dei decoder per la tecnologia digitale terrestre. “Apriremo il caso riguardo al passato” ha dichiarato oggi Jonathan Todd, portavoce della Commissaria Ue alla concorrenza, Neeli Kroes. La decisione, dunque, ? stata presa, anche se il portavoce non ha voluto precisare la prevista data di avvio della procedura.
Per il futuro, alla luce delle misure contemplate dalla Finanziaria su questo tema – che fanno riferimento alla tecnologia digitale senza specificare se terrestre o satellitare – Todd ha affermato che la situazione ? “incoraggiante”, lasciando ben sperare che gli aiuti 2006 passeranno l’esame di Bruxelles.
|inline
VN:F [1.9.11_1134]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
Pronto il rinvio a fine 2008
Digitale terrestre verso l’addio
Lo slittamento nel decreto «milleproroghe». Venduti solo 3 milioni di decoder. Fallimento dell’intera strategia finanziata dallo Stato
Tv digitale terrestre, addio.
Se ne riparlerà più avanti. Senza grandi clamori, è lo stesso governo che si appresta a sancire lo slittamento di due anni della data prevista per lo switch off, come viene definito lo «spegnimento» dell’attuale segnale televisivo analogico (quello che oggi si vede nelle case di tutti gli italiani) per lasciare il posto esclusivamente al digitale. Domani, infatti, il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare all’interno del decreto cosiddetto «milleproroghe» anche l’articolo 28 sulla «conversione in tecnica digitale del sistema televisivo su frequenze terrestri». Poche parole in perfetto burocratese, ma dal significato chiarissimo: «all’articolo 2-bis, comma 5 del decreto legge 23 gennaio 2001, numero 5, convertito con modificazioni dalla legge 20 marzo 2001 numero 66, le parole “entro l’anno 2006″ sono sostituite dalle seguenti “entro l’anno 2008″». Un rinvio per certi aspetti atteso: nessuno credeva più che gli oltre 20 milioni di famiglie italiane potessero correre in massa ad acquistare entro la fine dell’anno prossimo i decoder necessari per ricevere la «nuova» tv. Ma la scelta di rinviare la scadenza sembra oggi prefigurare il fallimento dell’intera strategia, finanziata dallo Stato con tre anni di contributi pubblici per l’acquisto dei decoder. A minacciare il futuro del digitale terrestre sono innanzitutto le nuove tecnologie con le quali è ormai possibile vedere i programmi tv. Innanzitutto internet, come testimonia l’esperienza di FastWeb o i recenti accordi grazie ai quali Telecom Italia sta cominciando a offrire contenuti video in adsl. Senza contare il satellite o, addirittura, i telefoni cellulari di nuova generazione.
|inline
VN:F [1.9.11_1134]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)