L’affare Darwin
Da Micromega il giallo del documento sull\'evoluzione darwiniana.
Un giallo darwiniano al ministero (t.p.)
La vicenda del documento ?ufficiale? presentato dal gruppo di esperti ministeriale sul ?caso Darwin? merita di essere brevemente raccontata perch? presenta alcuni aspetti grotteschi.
La commissione viene istituita il 28 aprile 2004 dal ministro, preoccupato per le proteste massicce della comunit? scientifica, compresa l’Accademia dei Lincei. Quel giorno il ministro assicura che ?la discussione delle teorie darwiniane, fondamento della moderna scienza biologica, sar? assicurata nella formazione di tutti i ragazzi dai 6 ai 18 anni, secondo criteri didattici graduali? e d? notizia della nomina della Commissione ?per dare precise indicazioni che costituiranno la base di tutti i percorsi educativi?.
La Commissione ? presieduta da Rita Levi Montalcini, senatore a vita e premio Nobel per la Medicina, ed ? composta da Carlo Rubbia, Nobel per la Fisica, da don Roberto Colombo, ricercatore responsabile del Laboratorio di biologia molecolare e genetica umana dell’Universit? Cattolica di Milano, e da Vittorio Sgaramella, professore di Biologia molecolare all’Universit? della Calabria e responsabile della sezione di Biologia molecolare e cellulare del Centro ricerche e studi agroalimentari del Parco tecnologico padano di Lodi. I compiti della Commissione vengono presentati dal ministro in un incontro che si tiene a Roma il 16 giugno 2004. La reintroduzione dell’insegnamento dell’evoluzione viene ribadita dal ministro nella conferenza stampa di presentazione del nuovo anno scolastico, il 6 settembre 2005. I quattro esperti lavorano per alcuni mesi.
Il 23 febbraio 2005 la presidente Montalcini consegna al ministro il ?rapporto? conclusivo che, si presume, sia stato concordato con tutti gli altri membri. In ogni caso il documento viene presentato a nome di tutta la commissione e il ministro ne d? subito notizia in un comunicato in cui esprime ?viva soddisfazione per la collaborazione degli illustri studiosi? e informa di averlo gi? trasmesso alla struttura amministrativa ?affinch? provveda ad integrare i piani di studio della scuola primaria e secondaria di primo grado in base alle riflessioni fornite?. A questo punto, da quando il manoscritto fa il suo ingresso nella fantomatica ?struttura amministrativa? di via Trastevere, cala sulla vicenda un fitto velo di mistero. Tutte le richieste formali di poter leggere il testo, giunte dalle pi? svariate istituzioni
scientifiche e associazioni nazionali in questi mesi, vengono respinte per motivi cos? bizzarri che sarebbero stati degni di una caricatura di Alberto Sordi.
Ci proviamo anche noi. Alcune ignare segretarie ci parlano con innocenza di smarrimenti temporanei, altre ci confessano che nei loro faldoni risulta esservi soltanto una bozza ?provvisoria? piena di ?correzioni?. Cominciamo a domandarci cosa vi sia scritto di tanto scabroso. Diventa lecito ipotizzare che all’interno della Commissione vi siano state valutazioni contrastanti che il ministero non vuole far conoscere.
Dopo vari rimbalzi fra un ufficio e l’altro, e dopo una deviazione inutile verso il ?Dipartimento per l’universit?, l’alta formazione artistica, musicale e coreutica e per la ricerca scientifica e tecnologica?, la cui struttura ignora il documento, veniamo infine indirizzati dalla efficiente segretaria diretta del ministro verso la direzione generale per gli ordinamenti didattici. Qui il responsabile, dottor Silvio Criscuoli, ci risponde cortesemente che il documento ? in realt? una bozza destinata alla struttura amministrativa interna e che solo marginalmente riguarda l’evoluzione. Il giallo kafkiano si fa ancora pi? intrigante allorch? scopriamo che non solo l’evoluzione ?, al contrario, il tema centrale del documento, ma che ne esistono almeno due versioni, la seconda delle quali, in ordine temporale, presenta alcune significative ?correzioni? di rotta… Non ci ? dato sapere chi e quando sia intervenuto sul testo in questo modo, ma non ? difficile formulare qualche ipotesi. Insieme a molte altre riflessioni interessanti sul rapporto fra la libert? del sapere scientifico e le minacce del dogmatismo religioso, nella prima versione compariva una frase, poi emendata, che merita di essere sottolineata: ?Trascurare l’insegnamento dell’evoluzione, in favore della quale esistono oggi molti fatti incontrovertibili e teorie molte chiare, probabilmente ignorati dagli estensori delle nuove norme ministeriali, sarebbe un errore intollerabile in una societ? che si ritiene civile?. Perbacco, un affronto imperdonabile.