Don Giorgio, lui si che ha capito come vanno le cose.
“L?omelia di quel parroco mi ha davvero colpito”
Mi scuso per l?anonimato, ? per puri motivi strettamente personali. Ma ho egualmente fiducia che la mia lettera venga pubblicata a motivo del suo contenuto. Mi auguro possa suscitare anche un dibattito tra i lettori.
Domenica 17 luglio ho partecipato alla messa nella chiesa della Pentecoste della parrocchia di San Vincenzo, pur appartenendo ad un?altra parrocchia di Thiene. Il parroco (che so essere laureato in filosofia) ha svolto un?omelia di interesse alquanto vivace ma al tempo stesso preoccupante. Mi spiego in poche parole.
Il Vangelo presentava la parabola del grano buono che cresce con la zizzania: il mondo che deve convivere nel bene e nel male. I contadini vorrebbero sradicare la zizzania. Il padrone lo vieta: c?? il rischio che essi interpretino il bene o il male secondo un proprio criterio. Solo il padrone, a suo tempo, nel giudizio definitivo, sapr? fare la distinzione, e quindi la destinazione del grano buono e della zizzania.
Il parroco, di nome don Giorgio, ha avuto la capacit? di affrontare una visione della storia letta con la parabola. Lui ha detto “teologia della storia”. Tre ideologie hanno caratterizzato la nostra storia recente.
1. Si ? presentato sulla scena della storia il marxismo: voleva fare piazza pulita della zizzania per dare al mondo un campo di solo grano buono. Pretesa assolutistica di giudizio del bene e del male e relativi criteri di soluzione. Tutti conosciamo il disastro che ne ? seguito e che ancor oggi segue.
2. Poi si presenta sulla scena della storia l?altra ideologia: il nazismo. Stesse pretese, addirittura in nome di Dio: Gott mit uns (Dio ? con noi), nelle giacche dei soldati tedeschi. Un campo nuovo realizzato e governato da una ideologia le cui conseguenze di disperazione e di morte conosciamo un?altra volta altrettanto bene che quelle del marxismo.
3. La sorpresa. Oggi un?altra ideologia, ed anche questa in nome di Allah, si presenta sulla scena della nostra storia. Stessa pretesa, sia pur con sistemi diversi. Cambiano i mezzi ma lo scopo ? identico.
Si tratta del fondamentalismo islamico: precisazione che reputo intelligente. Dal suo primo apparire, veramente c?? poco da stare allegri. Il terrorismo ? strumento che opera gi? tra noi, finalizzato ad un dominio e ad una imposizione che non ha nulla di diverso dal marxismo e dal nazismo.
Lo possiamo tutti noi constatare. Il parroco, poi, concludeva con la necessit? di vivere con Dio e non con un fantoccio di dio creato da noi, manipolato secondo il nostro opportunismo o ideologia.
A questo punto non posso negare che la predica mi abbia impressionato alquanto. Uscendo di chiesa ne ho parlato con alcune persone che conoscevo: medesima impressione. Ma gi? in chiesa avevo notato un?attenzione insolita nei confronti delle prediche.
Io non ho competenza storica o filosofica come il parroco che ha svolto la predica. Ecco perch? sarei contento, curioso affinch? venisse aperto un dibattito, anche attraverso il vostro giornale.Tratto da “Lettere al direttore” de “Il Giornale di Vicenza” di luned? 25 luglio 2005