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Archivio per 29 giugno 2005

La Norvegia dice no ai formati proprietari

29 giugno 2005 Commenti chiusi

Un dichiarazione d’intenti chiarissima quella con cui il Ministro norvegese per la Modernizzazione ha presentato il proprio piano per portare nella pubblica amministrazione software e standard aperti

Oslo (Norvegia) – “I formati proprietari non saranno pi? accettabili nella comunicazione tra i cittadini e il governo”. ? questa l’affermazione perentoria con cui lo scorso luned? il Ministro per la Modernizzazione norvegese, Morten Andreas Meyer, ha fatto ben comprendere quale sia la politica alla base del suo nuovo piano per l’ammodernamento della pubblica amministrazione.

Sebbene Meyer non abbia fatto il nome di Microsoft, il ministro ha puntato il dito sul “foglio di calcolo che quasi tutti usano” ed ha promesso che “questa sar? l’ultima volta che utilizzer? Windows Media per il broadcast su Internet di una conferenza”. Dichiarazioni, queste, che rappresentano un chiaro e minaccioso avvertimento per il big di Redmond.

Il ministro norvegese ha gi? coinvolto varie istituzioni governative nella stesura di linee guida per l’utilizzo di tecnologie aperte, e sta facendo pressioni affinch?, entro la fine del 2006, tutti i settori pubblici avviino piani per la migrazione verso il software open source.

Il piano appena presentato da Meyer, chiamato eNorge 2009, favorisce le soluzioni basate su codice e standard aperti, come Linux e OpenOffice, ma potrebbe aprire importanti spiragli anche per Apple, che negli ultimi anni ha abbracciato con sempre pi? convinzione le tecnologie open source.

Alcuni analisti sostengono che se Microsoft non sapr? adeguarsi alle nuove politiche varate dal Governo norvegese potrebbe essere estromessa da importanti settori del mercato locale, perdendo altres? una non trascurabile fetta di utenti aziendali e privati: questi, infatti, nei prossimi anni potranno interagire con gli enti pubblici utilizzando ambienti completamente basati su codice open source e standard aperti.

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Cristianesimo FAQ

29 giugno 2005 Commenti chiusi

In 600 domande e risposte tutta la dottrina della Chiesa
Sesso, lavoro, pace nel mondo e inferno. E un errore su Wojtyla
La morale cattolica in compendio

il Papa presenta il nuovo catechismo

Sar? distribuito anche in supermercati, autogrill e aeroporti
Il Pontefice: “Lo affido a tutti gli uomini di buona volont?”

Lo affida non solo ai cattolici, ma a “tutti gli uomini di buona volont?” “che cercano la verit?”. Papa Benedetto XVI d? la sua benedizione allo strumento pi? forte, pervasivo e importante della missione della Chiesa cattolica, il compendio del catechismo. Con una solenne cerimonia nella Sala Clementina, il Pontefice ha consegnato le copie a una rappresentanza di fedeli. Da oggi il compendio – un testo che, nonostante il mutare dei tempi non ha subito modifiche rispetto a quello del ’92 – ? in commercio (18 euro oppure 9,50 l’edizione tascabile). E non sar? difficile trovarlo visto che il libro ? stato diffuso in oltre 150.000 copie dell’edizione tascabile anche in supermercati, autogrill e aeroporti. Il principale artefice di questo lavoro ? proprio Joseph Ratzinger al Papa Wojtyla affid? il compito. Ma proprio sulla figura di Giovanni Paolo II, il documento contiene uno spiacevole errore: lo definisce di “venerata memoria” (cio? considerato morto) in una introduzione datata 20 marzo 2005, quando era ancora vivo.

In poco pi? di 200 pagine e in 598 domande con le relative risposte il compendio ? l’essenza della morale e della dottrina cattolica, la guida che suggerisce ai fedeli come comportarsi per essere in linea con i dettami della Chiesa. La forma dialogica ? stata scelta per semplificare il testo: a domanda concreta, risposta concreta.

Morale sessuale
Ci sono tutti i no della morale sessuale: adulterio, masturbazione, fornicazione, pornografia, prostituzione, stupro, atti omosessuali, contraccezione e ogni atto che “si proponga come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione”. Questi sono i “principali peccati contro la castit?”, espressione del “vizio della lussuria”. Poi c’? il richiamo a ogni persona ad accettare la “propria identit? sessuale”, posto che “Dio ha creato l’uomo maschio e femmina”. Sono immorali anche inseminazione e fecondazione artificiali, perch? “dissociano la procreazione dall’atto con cui gli sposi si donano mutualmente, instaurando cos? un dominio della tecnica sull’origine e sul destino della persona umana”.

Non uccidere
Poi c’? la sezione sui confini del togliere la vita: viene ribadito il no a omicidio, aborto, distruzione di embrioni ed eutanasia, ma anche il no “pratico” alla pena di morte e all’accanimento terapeutico.

Sulla pena di morte, avendo presente la enciclica Evangelium vitae del ’94, quindi successiva al catechismo, il compendio riafferma che oggi, a seguito delle possibilit? di cui lo Stato dispone per reprimere il crimine rendendo inoffensivo il colpevole, i casi di assoluta necessit? di pena di morte “sono ormai molto rari se non addirittura praticamente inesistenti”.

La dottrina sociale della Chiesa
Si sottolinea che lo Stato ha delle precise “responsabilit? circa il lavoro”. “Allo Stato – afferma il testo – spetta di procurare sicurezza circa le garanzie delle libert? individuali e delle propriet?, oltre che una moneta stabile e servizi pubblici efficienti; di sorvegliare e guidare l’esercizio dei diritti umani nel settore economico. In rapporto alle circostanze – conclude – la societ? deve aiutare i cittadini a trovare lavoro”.

Pace nel mondo
Si afferma che la pace “non ? solo assenza di guerra”, e il dovere di tutti di contribuire alla pace nel mondo, si condanna il mercato incontrollato delle armi, si ribadiscono le condizioni per l’uso internazionale della forza militare.

Inferno e paradiso
Sul piano teologico, l’inferno c’?, riafferma il compendio, e la pena maggiore ? la “lontananza eterna da Dio”. Cos? come ci sar? il giudizio finale, alla fine del mondo, “di cui solo Dio conosce il giorno e l’ora”.

Culto del corpo
Si stigmatizzano il “culto del corpo e gli eccessi” salutistici. Ci sono dei “doveri” verso il proprio fisico, dice il compendio, ma bisogna evitare “il culto del corpo e ogni sorta di eccessi”. “Vanno inoltre evitati l’uso di stupefacenti, che causano gravissimi danni alla salute e alla vita umana, e anche l’abuso di cibi, dell’alcol, del tabacco e dei medicinali”.

“Pregate anche in latino”
Il Papa invita a pregare anche in latino, e per questo ha voluto che nell’appendice al compendio del catechismo le preghiere siano scritte anche nella versione latina. “Il latino ha osservato – faciliter? il pregare insieme dei fedeli cristiani appartenenti a lingue diverse, specialmente quando si incontreranno per particolari circostanze”.

L’errore su Wojtyla
Nel compendio c’? anche uno spiacevole errore: Papa Wojtyla viene definito di “venerata memoria”, cio? considerato morto, in una introduzione datata 20 marzo 2005, quando era ancora vivo. Giovanni Paolo II infatti ? morto il 2 aprile alle 21,37. L’errore ha una spiegazione abbastanza semplice: l’introduzione del 20 marzo ? quella in cui il cardinale Joseph Ratzinger, capo della commissione per la stesura del compendio, spiega la genesi del testo. Una volta divenuto Papa, nella stesura definitiva qualche estensore zelante deve aver aggiunto “di venerata memoria” alla citazione di papa Wojtyla quale “committente” del compendio, senza rendersi conto che in quella data Giovanni Paolo II era ancora vivo. E’ sicuro che il Vaticano si ? accorto dell’errore, perch? “di venerata memoria” ? stato cancellato nella introduzione su carta diffusa ai giornalisti, ma cancellarlo dalle centinaia di migliaia di copie in circolazione evidentemente ? risultato antieconomico.

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