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Archivio per 5 giugno 2005

Un ottimo metodo per usufruire del congedo di maternit

5 giugno 2005 Commenti chiusi

Coppia vicentina stupisce Roma ?Adottiamo embrioni congelati?
Erica e Pietro in piazza con don Benzi: ?Decisione meditata?
Sono scesi in piazza per appoggiare l?astensione e hanno rivelato il loro cruccio ?In Spagna abbiamo effettuato due impianti ma senza successo?

?Emanuele e Teresa non ce l?hanno fatta, ma per lo meno la loro vita ? finita mentre erano al caldo nel mio ventre, la loro mamma, e non nel freddo di un congelatore o sotto il bisturi della ricerca?. Emanuele e Teresa sono i nomi che Enrica e il marito Pietro hanno dato ai due embrioni congelati che hanno deciso di adottare: l?impianto, effettuato in Spagna, ? fallito, ma ?loro saranno comunque per sempre nostri figli?.
La coppia vicentina ieri ha partecipato alla manifestazione organizzata in piazza Santi Apostoli, a Roma, dalla Comunit? Papa Giovanni XXIII di don Benzi a sostegno dell?astensione ai prossimi referendum sulla procreazione assistita. Erica, 35 anni, educatrice, e Pietro, artigiano, non hanno dubbi: ?Presto ritenteremo, perch? dare la possibilit? di vivere a embrioni altrimenti condannati alla morte ? il nostro pi? grande desiderio?. Minuta, capelli biondi e occhi azzurri, Enrica sprizza energia e decisione: ?Non dico che sia una scelta facile, anzi. Ho avuto tantissimi dubbi, da donna e da mamma, ma alla fine ho capito che era la cosa giusta… a spingere me e mio marito ? semplicemente il desiderio di aprirci alla vita salvando delle vite altrimenti condannate a morire?.
I due coniugi vicentini hanno una bambina di 4 anni ed un altro bimbo in affido. La loro decisione ? arrivata dopo un cammino di fede e riflessione, ma la religione, afferma Enrica, ?non ? comunque la molla primaria; per decidere di salvare un bambino non bisogna n? essere cattolici n? delle persone speciali?.
Tutto ? cominciato qualche anno fa, racconta, ?alla notizia che in Gran Bretagna migliaia di embrioni congelati erano stati distrutti. Ci siamo chiesti che fine avrebbero fatto i tanti embrioni congelati in Italia; ne abbiamo parlato anche con altre coppie della Comunit? Giovanni XXIII e tutti, siamo oltre una trentina solo nel nostro gruppo, abbiamo deciso di renderci disponibili ad accogliere queste vite “congelate” adottandole. Il perch? ? semplice: abbiamo sentito l?urgenza di queste vite che ci chiamano, pur non avendo voce?.
Ma ? qui che inizia il lungo peregrinare di Enrica e Pietro: ?Ci siamo rivolti a tantissime cliniche e medici italiani, ma nel nostro Paese adottare gli embrioni congelati non ? possibile, anzi su questa materia c?? ancora grande confusione e si attende un pronunciamento del ministro della Salute. Ma non abbiamo voluto rinunciare, nella speranza che il ministro Storace ci ascolti e faccia in modo che anche nel nostro Paese sia possibile per le tante coppie che lo chiedono adottare gli embrioni congelati abbandonati?.
Enrica, allora, ha trascorso ore ed ore a fare ricerche su Internet e alla fine ha trovato quel che cercava: ?In Spagna – racconta – una clinica, l’Istituto Marquez di Barcellona, offriva 1.700 embrioni da adottare; se entro 4 anni non verranno accolti, infatti, la legge prevede che siano destinati alla ricerca. A gennaio siamo dunque partiti. Ho chiesto che tutti gli embrioni scongelati, in questo caso due, mi venissero impiantati, senza alcuna diagnosi prenatale?.
L?intervento ? avvenuto a maggio scorso: ?Purtroppo, i due embrioni non si sono annidati in utero, ma io li ho comunque sentiti dentro di me ed ? stato meraviglioso?.
Il senso di tutto ci?? ?Si parte da un?ottica diversa – spiega Enrica -. Il nostro obiettivo, cio?, non ? volere o avere un figlio a tutti i costi, bens? permettere a delle vite di svilupparsi. Questi embrioni, Emanuele e Teresa, hanno sentito il calore di una madre. Alla mia bambina dir? che ha due fratellini in cielo… loro sono e saranno parte della nostra famiglia?. Anche in Italia, insiste Enrica, ?sarebbe possibile dare dei genitori a tutti i 250 embrioni congelati e abbandonati se solo la legge lo permettesse?. Tratto da “Il Giornale di Vicenza” di domenica 6 giugno 2005

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