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Archivio per gennaio 2005

L’idiozia non si crea e non si distrugge, ma si trasforma

30 gennaio 2005 Commenti chiusi

Ciampi benedice il decennale di An

Il messaggio del presidente apre la festa del partito di Fini: ?Siete entrati di diritto tra le forze democratiche del Paese?

L’Inno di Mameli cantato da un coro di bambini di
Formello ha aperto i lavori. ?Alleanza Nazionale, sorta come movimento politico in seguito a un ripensamento criticodella storia del secolo XX, si inserisce, di pieno diritto, nella dialettica democratica che alimenta la politica italiana sulla base di valori fondanti completamente condivisi?. Lo scrive il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel messaggio inviato al presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, per il decennale del partito.

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Stanchi delle rotatorie?

30 gennaio 2005 Commenti chiusi

Dopo le perquisizioni compiute nei giorni scorsi a carico di un gruppo di tunisini residenti fra Vicenza, Schio, Marano, Piovene, Malo e Bassano spuntano i retroscena dell?inchiesta Gli indagati – intercettati per un giro di cocaina – hanno parlato anche di un attentato in citt?
?Un camion-bomba a Vicenza?
Le indagini dei carabinieri avevano scoperto l?inquietante progetto

Un camion-bomba da far esplodere lungo una strada di Vicenza. ? questo l?inquietante progetto da parte di un gruppo di tunisini spuntato dall?indagine antidroga che i carabinieri stavano conducendo nei mesi scorsi su alcuni magrebini residenti in citt? e provincia. Un attentato dimostrativo per ?uccidere la gente che passava?, da organizzare lungo una via di traffico intenso.

L?informazione era giunta ai militari del reparto operativo che nei mesi scorsi stavano lavorando per concludere l?operazione ?Velvet underground?. L?informazione giunta ai detective del tenente Graziano Ghinelli e del luogotenente Marco Ferrante era che l?attentato doveva essere messo in atto entro la fine dell?anno. Per verificarla gli investigatori hanno immediatamente allertato il pm Marini della procura distrettuale antimafia di Venezia, specializzata nelle inchieste sul terrorismo internazionale. Sono nate da quest?informazione, captata durante le fasi di intercettazioni telefoniche e ambientali e durante la raccolta di testimonianze, le perquisizioni compiute fra mercoled? e gioved? a Vicenza, Marano, Piovene, Malo, Bassano e Schio, dove ? stata visitata la moschea. Con l?ausilio dei colleghi del Ros di Padova, i militari vicentini hanno sequestrato parecchio materiale documentale che ora ? al vaglio degli esperti.
Da quanto ? emerso finora, per?, i tunisini finiti a vario titolo nell?inchiesta non sarebbero stati in grado di preparare un attentato di quel genere, che avrebbe potuto mietere decine di morti. Lo testimonia il fatto che nelle abitazioni e nei locali perquisiti non ? spuntata traccia di esplosivo. Ma era doveroso controllare, e comunque l?indagine ? tutt?altro che chiusa.

L?inchiesta sul gruppo di presunti fiancheggiatori del gruppo salafita tunisino era stata avviata in settembre. Fino ad allora, gli investigatori avevano lavorato, coordinati dal pm Mazza, su un giro di cocaina che partendo da Padova arrivava dritto in centro citt?. Sedici le persone che vennero arrestate fra maggio e settembre, fra cui una decina di tunisini. I carabinieri avevano cercato per? di andare in profondit?, per capire da dove arrivasse la droga. E per questo avevano puntato i riflettori su alcuni magrebini, facendo scoperte interessanti. Ad esempio, che – secondo l?ipotesi dei magistrati – i guadagni dello smercio di ?neve? servissero a finanziare attivit? terroristiche compiute in Africa o Medio Oriente. Gi? questo bastava per avviare un?altra inchiesta, parallela a quella dello spaccio. Fin che non ? emersa la possibilit?, ventilata durante i colloqui intercettati, di organizzare un attentato proprio a Vicenza. I tunisini non avrebbero per? pensato di prendere di mira una base militare (il primo obiettivo sensibile della citt?, oltre ai monumenti storici, religiosi e artistici, o l?aeroporto Dal Molin, ? la caserma Ederle di viale della Pace), bens? genericamente una via di comunicazione. Fra l?altro, la notizia giunta in caserma era quella di un camion carico di esplosivo da far scoppiare in un orario in cui il traffico fosse intenso, per fare morti e feriti. L?obiettivo era quello di farlo esplodere entro il 2004, negli ultimi mesi dell?anno.
Con questi presupposti gli inquirenti hanno voluto far subito chiarezza. E infatti l?inchiesta antidroga ? passata subito in secondo piano. Con la procura veneziana sono state pianificate le perquisizioni, anche se dalle informazioni raccolte i carabinieri si erano resi conto che difficilmente quel gruppo di tunisini avrebbe potuto organizzare un attentato terroristico di quelle proporzioni. Il risultato dei blitz ha confortato questa ipotesi: n? armi n? ordigni sono stati trovati, bens? libri e molto materiale religioso che rimanda ai principi della religione musulmana.
L?indagine si ? sviluppata nel massimo riserbo, anche per non creare allarmismi. Si trattava poi di tutelare l?incolumit? di cittadini ignari di quanto si stava architettando a loro insaputa. I carabinieri hanno agito nell?ombra con la coscienza di avere una grossa responsabilit?. I retroscena del blitz di mercoled? sono emersi in questi giorni quando la massima allerta sembra passata, sia perch? ? scaduto l?ultimatum che si sarebbero dati i terroristi sia perch? l?esito delle perquisizioni ? stato, da questo punto di vista, negativo. L?ipotesi che gli indagati contribuissero alla lotta armata in Africa ? ora al centro dell?interesse investigativo.

Una risposta in merito la si avr? quando sar? concluso lo studio dei documenti sigillati.

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La furbizia imprenditoriale

30 gennaio 2005 Commenti chiusi

A Vicenza c’? da qualche tempo un bel cantiere per la costruzione di un nuovo teatro comunale.

La ditta che ha vinto la gara di appalto non paga i dipendenti (e nemmeno i creditori, sembra).

I dipendenti scioperano

Il titolare rilascia un’intervista alla tv locale dichiarando che avrebbe licenziato i dipendenti che hanno scioperato.

Lo fa sul serio.

Darwin aveva torto.

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Meno tasse per tutti!

30 gennaio 2005 Commenti chiusi

Da marted? i rincari previsti in Finanziaria.
Via al decreto che consente di rivalutare gli estimi catastali
Superbolli sulla casa aumento del 30 per cento
Costeranno di pi? anche i brevetti e le concessioni per
imprese e professioni. A giugno tocca a passaporti e marche

di Roberto Petrini

ROMA – Arriva la stangata delle microtasse. Dal 1? febbraio prossimo una raffica di rincari del 30 per cento colpir? una miriade di pratiche nei confronti della pubblica amministrazione, tra privati e del mondo delle societ?. Il decreto legge, varato in sordina durante il consiglio dei ministri del 21 gennaio, d? attuazione alla Finanziaria 2005 e serve a raccogliere risorse per 1,12 miliardi volte a coprire parte degli sgravi sull’Irpef.

Ora si attendono altri provvedimenti: a giugno una seconda tranche di aumenti della marca da bollo (oggi a 11 euro dopo l’aumento del luglio scorso) e del rilascio dei passaporti. Imminente l’aumento delle tariffe di motorizzazione (patente e revisioni) e il rincaro degli estimi catastali.

Il provvedimento in vigore da marted? vede in prima fila la casa: tutta la gamma delle imposte fisse di registro, ipotecarie e catastali passer? da 129,11 a 168 euro. Ad esempio, gli acquisti di un immobile da un’impresa e dunque soggetti ad Iva subiranno un rincaro complessivo di 116,67 euro tra registro, ipotecaria e catastale. La registrazione telematica dei rogiti, che i notai inviano alle Entrate e al Territorio attraverso il “modello unico”, passa da 176 a 230 euro. Le visure ipotecarie e catastali, prassi inevitabile durante le procedure di compravendita di un immobile, salgono da 58 a 86 euro.

Stangata anche sulle licenze che, in qualche modo attengono allo sport e al tempo libero: la licenza di caccia aumenta da 129,11 a 168 euro, per la compravendita di barche sotto i 6 metri il registro aumenta da 54,23 a 71 euro e cos? via per le stazze superiori. Nel calderone anche il porto d’armi: chi ci tiene ad averlo dovr? subire un aumento da 87,80 a 113 euro.

La raffica di aumenti colpisce al cuore anche le attivit? produttive. Le societ? dovranno pagare di pi? (da 51,65 a 65 euro per ogni 500 pagine) la vidimazione del libro giornale, dei libri inventari e degli altri registri. Costeranno le imposte sui verbali di assemblea, sugli aumenti di capitale e gli atti costitutivi di societ?.

Paradossalmente, in un momento in cui tutti parlano di innovazione, aumentano le tasse sui brevetti industriali e invenzioni. Tra domanda, pubblicazione e mantenimento il costo in pi? ? del 30 per cento. Siccome la tassa di mantenimento aumenta di anno in anno, le imprese con pi? brevetti avranno un aggravio di bilancio.

Restano escluse dall’aumento le tasse sui telefonini in abbonamento e sui prepagati: il governo dopo aver pensato di aumentare gli abbonamenti ed estendere la tassa ai prepagati ha rinunciato ad entrambe le manovre varando, nei giorni scorsi, un decreto legge che sterilizzava la manovra sugli abbonamenti e sbarra di conseguenza la strada ad ogni eventuale aumento sui prepagati.

Tratto da La Repubblica

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Le relazioni pericolose

30 gennaio 2005 Commenti chiusi

C.I.A. Said to Rebuff Congress on Nazi Files
By Douglas Jehl

WASHINGTON, Jan. 29 – The Central Intelligence Agency is refusing to provide hundreds of thousands of pages of documents sought by a government working group under a 1998 law that requires full disclosure of classified records related to Nazi war criminals, say Congressional officials from both parties.

Under the law, the C.I.A. has already provided more than 1.2 million pages of documents, the vast majority of them from the archives of its World War II predecessor, the Office of Strategic Services. Many documents have been declassified, and some made public last year showed a closer relationship between the United States government and Nazi war criminals than had previously been understood, including the C.I.A.’s recruitment of war criminal suspects or Nazi collaborators.

For nearly three years, the C.I.A. has interpreted the 1998 law narrowly and rebuffed requests for additional records, say Congressional officials and some members of the working group, who also contend that that stance seems to violate the law.

These officials say the agency has sometimes agreed to provide information about former Nazis, but not about the extent of the agency’s dealings with them after World War II. In other cases, it has refused to provide information about individuals and their conduct during the war unless the working group can first provide evidence that they were complicit in war crimes.

The agency’s stance poses a sharp test between the C.I.A.’s deep institutional reluctance to make public details about any intelligence operations and the broad mandate set forth in the law to lift the veil about relationships between the United States government and Nazi war criminals.

The dispute has not previously been made public. Critics of the C.I.A.’s stance, including all three private citizens who are members of the working group, said they were disclosing the dispute now in hopes of resolving the impasse by March, when the working group’s mandate is to expire.

“I think that the C.I.A. has defied the law, and in so doing has also trivialized the Holocaust, thumbed its nose at the survivors of the Holocaust and also at Americans who gave their lives in the effort to defeat the Nazis in World War II,” said Elizabeth Holtzman, a former congresswoman from New York and a member of the group. “We have bent over backward; we have given them every opportunity to comply.”

At the request of Senator Mike DeWine, Republican of Ohio, the Senate Judiciary Committee plans to hold a public hearing on the matter early next month, and is planning to call C.I.A. officials and members of the working group as witnesses, Congressional officials said.

A C.I.A. spokesman said the agency had already declassified and released 1.25 million pages of documents under the law, including those related to 775 different name files.

“The C.I.A. has not withheld any material identified in its files related to the commission of war crimes by officials, agents or collaborators of Nazi Germany,” he said.

The spokesman acknowledged that the C.I.A. had refused to disclose other material “that does not relate to war crimes per se” and that the agency was working on a report to Congress to justify its actions under exemptions spelled out in the law.

A spokeswoman for the panel, formally known as the Nazi War Crimes and Japanese Imperial Government Records Interagency Working Group, said it would not comment on the dispute. The group is led by a representative of the National Archives, and includes representatives of the C.I.A., the F.B.I., the Defense Department and other government agencies, and has taken no formal stand on the matter, people involved in the issue said.

But in interviews, all three public members of the group, including Ms. Holtzman; Richard Ben-Veniste, a Washington lawyer; and Thomas H. Baer, a former federal prosecutor, made plain their opposition to the C.I.A.’s position. Congressional officials said the three had a sympathetic hearing from Senator DeWine, a sponsor of the 1998 law, known as the Nazi War Crimes Disclosure Act.

The 1998 law that established the working group directed that it “locate, identify, inventory, recommend for declassification and make available to the public at the National Archives and Records Administration, all classified Nazi war criminal records of the United States.”

Under the law, the heads of government agencies have the power to exempt from release nine categories of national security information. But to assert such exemptions, agency heads are required to submit a report to Congressional committees, a step the C.I.A. has not yet taken, the Congressional officials said.

“I can only say that the posture the C.I.A. has taken differs from all the other agencies that have been involved, and that’s not a position we can accept,” Mr. Ben-Veniste said. In a separate interview, Mr. Baer said: “Too much has been secret for too long. The C.I.A. has not complied with the statute.”

A book, “U.S. Intelligence and the Nazis,” that was released by the working group in May provided a partial picture of those dealings. It has shown that the American government worked closely with Nazi war criminals and collaborators, allowing many of them to live in the United States after World War II.

Historians who have studied the documents made public so far have said that at least five associates of the Nazi leader Adolf Eichmann, the architect of Hitler’s campaign to exterminate Jews, had worked for the C.I.A. Eichmann, who was arrested by the Allies in 1945, escaped and fled to Argentina. He was captured by Israeli agents in 1960, tried and hanged. The records also indicate that the C.I.A. tried to recruit two dozen more war criminals or Nazi collaborators.

American officials have defended the recruiting of former Nazis as having been essential to gaining access to intelligence after World War II, particularly about the Soviet Union and its cold war allies. Among former Nazis who were given refuge in the United States was Wernher von Braun, the German scientist who developed the V-2 rocket in World War II for the Nazis and played a major role in the development of the American space program.

After World War II, the Allied powers who occupied Germany defined war crimes broadly, declaring the Nazi SS to be a criminal organization guilty of exterminating and persecuting Jews and killing prisoners of war and slave laborers. They identified as a war criminal anyone who was a principal, accessory to, or consented in the commission of war crimes, or anyone who was a member of an organization or group connected with the commission of such crimes.

Exactly how many pages of documents the C.I.A. is still withholding is not clear, according to people involved in the dispute. But they said that at minimum, they believed it amounted to hundreds of thousands of pages.

A report made public by the working group in 1999 said an initial survey by the C.I.A. estimated that more than two million pages of documents among records in the agency’s files for the years 1947 to 1998 included “operational, personality, country, and project files; analytical products, source material, and biographic reports” related to Nazi war criminals. The agency estimated that an additional 2.1 million pages among the files of its predecessor organizations, including the O.S.S., from 1941 to 1947, could be covered by the group’s mandate.

The group outlined its objections to the C.I.A.’s position in a letter sent to the agency in February 2004, according to Congressional officials. The group’s mandate to examine intelligence documents related to the Nazi war criminals was to expire last year. But Congress agreed to extend it until the end of March 2005, in a step that Congressional officials from both parties said was intended in large part to allow more time to resolve the impasse.

Tratto da “The New York Times”

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Onu: mancano soldi in aiuti tsunami

29 gennaio 2005 Commenti chiusi

Sono stati promessi ma non ancora versati (ANSA)

NEW YORK, 29 GEN – La generosita’ internazionale per far fronte al disastro dello tsunami in Asia e’ stata enorme ma mancano ancora all’appello molti milioni. Sono stati promessi e non ancora versati alle istituzioni dell’Onu. Lo ha detto Mark Malloch Brown, il capo dell’Undp, l’organizzazione Onu per lo sviluppo, parlando ai paesi membri a Palazzo di vetro. L’appello per aiuti immediati per 977 milioni di dollari per i primi sei mesi ha gia’ ricevuto promesse per 799 milioni, ma restano dei buchi nel bilancio.

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Lo dicono anche gli scienziati: donna al volante, pericolo costante

24 gennaio 2005 Commenti chiusi

Donne non sanno parcheggiare? Studio conferma luogo comune

Difficile parcheggiare, quasi impossibile decifrare una carte stradale? Difficolta’ tipicamente femminile che si spiegano, sostiene lo studio di un gruppo di ricercatori, con il fatto che le donne hanno assorbito poco testosterone nel grembo materno. Lo studio, pubblicato nel giornale “Intelligence”, e’ destinato ad alimentare il mito maschilista che le donne sono completamente prive di queste capacita’. Gli scienziati dell’Universita’ di Giessen, in Germania, hanno scoperto che la mancanza dell’ormone inficia le capacita’ spaziali; e che bassi livelli di testosterone sono anche legati a un dito anulare piu’ corto.

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