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Archivio per novembre 2004

?Un sistema semplice e soprattutto giusto per pagare meno tasse?

24 novembre 2004 Commenti chiusi

Tutti parlano di ridurre le tasse, mi sembra per? che si voglia pagar meno per pagar meno. Ho un’idea diversa che vorrei sottoporle. Abolizione dell’Iva, tassa profondamente ingiusta che pagano anche i morti di fame e che viene indicata come motore del “nero” nel nostro paese. Abolizione dell’Irpeg e dell’Irap, inutili sovrastrutture fiscali. Trasferimento del gettito Iva, Irpeg e Irap nell’Irpef con fasce di imposizione molto differenziate: dieci, venti aliquote al posto di due o tre.
Utilizzo solo della moneta elettronica. Ogni scambio monetario riferibile ad un codice fiscale. La tecnica sostanzialmente quella di Postepay e il sistema gestito dalla Banca Europea, senza costi per l?utente. Imposizione fiscale sulla base delle reddito della persona, la maggiore compressione di un periodo particolare rimediata con tassazione negativa nel periodo fiscale successivo, reddito della persona sulla base dell?intera esistenza. Sistema semplice, lineare e soprattutto giusto.

Gualtiero Giovanni Tratto da “Il Giornale di Vicenza” di mercoled? 24 novembre 2004

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Nomadi ? Assolutamente contrario al progetto di Schio?

24 novembre 2004 Commenti chiusi

? di questi giorni la notizia, apparsa sul suo giornale, che la giunta comunale di Schio, citt? dove risiedo, ha approvato uno stanziamento pari a 40 mila euro da destinare all’adeguamento di un’area in zona industriale dove dimora da anni una nota famiglia di nomadi. Sono veramente allibito nell’apprendere come i soldi dei contribuenti siano scialacquati – e sottolineo scialacquati – in tale maniera.
Non riesco a credere che questa giunta, come del resto quella che l?ha preceduta, sia cos? prodiga nei riguardi della ?minoranza nomade?; evidentemente nessuno dei votanti ha avuto il piacere di scoprire che la propria abitazione ? stata ritenuta… come dire, ?interessante?, dai signori accampati in zona industriale e, mi creda, parlo con cognizione di causa.
Poveri illusi, credono di poter porre qualche veto alla durata della permanenza di eventuali parenti ospitati al campo; forse non hanno capito o forse fanno finta di non capire, con il loro ?buonismo?, che questi ?poveri nomadi? se ne infischiano delle regole e vivono oltre ogni confine della legalit?.
Sarei veramente curioso di sapere se coloro che hanno votato questa delibera credono di avere rappresentato la volont? della maggioranza degli scledensi e, a tal proposito, mi piacerebbe sentire i commenti entusiastici di tutti quei titolari le cui ditte confinano con l?accampamento.
Caro direttore, l?indignazione ? superata, siamo oramai al grottesco; 40 mila euro dei contribuenti per assistenza ai nomadi! Cos?altro aggiungere? All?illuminato reggente dell?assessorato ai servizi sociali augurerei di ricevere quanto prima una visita da parte dei suoi amici, magari accampati con qualche decina di magnifiche roulotte sotto casa sua, cos? da scoprire con quali proventi vivono. Chiss? se dopo sarebbe ancora cos? munifica nei loro confronti ma, si sa, chi sbaglia in buona fede non si pu? biasimare! Magari farebbe ricadere la colpa sulle forze dell?ordine che non vigilano abbastanza?

Giovanni Zanella
Tratto da “Il Giornale di Vicenza” di mercoled? 24 novembre 2004

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Le due Simone ?Mi sembra improprio parlare di rapimento?

24 novembre 2004 Commenti chiusi

Dopo il ritrovamento del cadavere della pacifista inglese barbaramente assassinata (ricordo che era in Iraq da 30 anni ed era sposata con un iracheno) mi piacerebbe che le persone che fino ad ora hanno sostenuto le due Simone mi spiegassero come mai tanta differenza.
Tutte pacifiste e in Iraq per aiutare la popolazione ma, mentre la pacifista inglese era maltrattata e costretta a dichiarazioni disperate tramite video e definitivamente assassinata, delle due italiane non se ne sapeva pi? nulla salvo poi riapparire candide e sorridenti quasi uscite da una vacanza un po? alternativa.
Mi sembrano due episodi troppo diversi perch? si continui a parlare di rapimento delle due Simone; intendiamoci, nessuno voleva/pretendeva ci scappasse il morto, per? vista la somiglianza nelle interpreti e la diversit? del finale della vicenda i dubbi continuano ad aumentare…

Alessandro Ghiotto Tratto da “Il Giornale di Vicenza” di mercoled? 24 novembre 2004

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”Furto d’autore in stile ?Dabliu? Bush”

23 novembre 2004 Commenti chiusi

Il furto vero ? quello che praticano le case di musica e film, usando le nuove tecnologie per sottrarre al patrimonio comune le opere intellettuali, per l’eternit?. L’obiettivo ? costringerci a ricomprare ogni tot anni le stesse opere su supporti diversi
Censura moralistica e pubblicit? obbligatoria.
L’America di Bush si rispecchia nelle nuove leggi sul copyright: autori (sulla tutela dell’integrit? dell’opera) e pubblico (sulla riproduzione digitale) vengono espropriati a vantaggio delle corporation

FRANCO CARLINI

Il record della legge pi? liberticida attualmente in discussione al parlamento americano va senza dubbio al ?Piracy Deterrence and Education Act? (in sigla HR4077). Il titolo dice tutto: ? l’ultimo progetto di legge in tema copyright che si ? affacciato davanti al legislatore statunitense e che rischia seriamente di essere approvato in fretta e furia da una maggioranza bipartisan, nella presente sessione. Non ? l’unica legge del genere, c’? anche in discussione il Intellectual Property Protection Act (HR2391), ed ? in vigore da tempo il clintoniano Dmca (Digital Millennium Copyright Act) a tutela delle case musicali e delle mayor di Hollywood, ma certamente questo ? di tutti il pi? micidiale. In questa legge cambia violentemente la descrizione stessa del reato: compro un brano musicale legalmente, scaricandolo da uno dei servizi di musica a pagamento; in precedenza il reato di violazione del copyright si concretizzava solo se passavo quel materiale ad altri; alcuni anzi sostenevano che il reato c’era solo se quella cessione avveniva per fini di lucro (in pratica una rivendita, come quella degli ambulanti di strada). Si dava anche per scontato che di un oggetto comprato ognuno potesse fare quello che credeva, essendo ormai suo. C’era un diritto ?del primo acquisto? e una pratica consolidata del ?fair use?, dell’uso consentito.

Invece secondo questa legge folle il reato gi? si concretizza nel momento in cui io lasci quel mio brano, di cui ho il legale possesso, in un computer in rete, aperto agli accessi altrui. Dunque si punisce addirittura (fino a 3 anni) l’eventualit?, anche non dolosa. Si penalizza l’apparato tecnico e non il suo uso illecito: se valesse in generale questo principio, allora, coerentemente, dovrebbe essere vietata la detenzione delle armi da fuoco, dato che possono essere usate per commettere reati, anche assai gravi. Ma non solo di questo si tratta: ? anche severamente vietato (e perci? punito) entrare nei cinematografi con una videocamera e dal buio della poltrona registrare spezzoni di film. Questo fenomeno che produce copie scadentissime ? del tutto limitato e non reca evidentemente danno alcuno alle case cinematografiche; la sua sanzione ? dunque soprattutto simbolica quanto severa.

Guai poi ad alterare con tagli o manomissioni le opere cinematografiche. Ma con una eccezione tuttavia, che d? il senso profondo della regressione in atto: possono essere tagliate le scene violente o di sesso, ovvero i cosiddetti ?contenuti discutibili?. Questa ? una pratica che alcune aziende di noleggio dei film hanno messo in atto da tempo, per venire incontro alla loro clientela pi? puritana: tagliano le scene e noleggiano le cassette ripulite. Alla obiezione dei registi, che poi sarebbero i titolari del loro bravo diritto d’autore, la nuova legge risponde che quel diritto non ? pi? tale. Ma attenzione, perch? c’? un’eccezione all’eccezione: i tagli censori sono ammessi per motivi morali, ma non ? invece permesso usare software o altri apparati che ?saltino? gli annunci promozionali o commerciali associati ai Dvd. Anche questa ? una solenne dichiarazione dei valori dell’elettorato di George W. Bush: moralit? e business, in piena sintonia tra di loro e in pieno contrasto con gli altri diritti. Ma quanto vale l’industria del copyright negli Stati Uniti? L’ufficio del bilancio del Congresso Usa ha offerto al legislatore nello scorso agosto un’analisi accurata, di modo che esso avesse un quadro preciso della situazione e potesse valutare i pro e i contro dio ogni soluzione. Il rapporto si intitola ?Copyright Issues in Digital Media? (www.cbo.gov/showdoc.cfm?index=5738&sequence=0) e valuta in 441 miliardi di dollari il giro d’affari, ma solo una piccola quota corrisponde alle industrie pi? vocianti: la musica (editoria e registrazione) rappresenta solo il 3,15% del totale e quanto a Hollywood, si tratta del 14%. Messe insieme fanno meno di un quinto, il resto essendo rappresentato dalla stampa e dai libri (32,5%), da radio e tv (30,13%) e dal software (20,25%). Appoggio entusiasta alla legge ? venuto dall’associazione industriale della musica (Riaa) e da quella dei film (Mpaa). Proprio quest’ultima nelle settimane pi? recenti ha deciso di muoversi sulla strada della prima: denunce penali ai detentori di copie non autorizzate dei film. La Riaa, per parte sua rivela trionfante di avere denunciato 6.952 scambiatori di file, dal settembre 2003 a oggi, di cui 761 nell’ultima settimana: ma si tratta evidentemente di una minuscola gocciolina e infatti la filosofia ? quella del colpirne uno per educarne cento.

Analogo spirito sembra muovere la Federazione dell’Industria Musicale Italiana (Fimi) la quale nei giorni scorsi ha polemizzato con il senatore verde Fiorello Cortiana; questi aveva pubblicamente denunciato che l’orribile decreto Urbani, del quale il ministro aveva promesso una rapida correzione, della quale non c’? traccia n? forse speranza alcuna. Chiamando i lobbisti con il loro nome, Cortiana aveva denunciato ?le pressioni di chi, come la Fimi o i produttori cinematografici, vuole ed esige che un ragazzo che scambia un file sia sanzionato come il camorrista che smercia film pirata per milioni di euro, con quattro anni di carcere?.

Come risponde la Fimi, per bocca del suo nuovo responsabile delle relazioni esterne? Che il senatore non ha voluto nemmeno discutere le loro ?soluzioni di compromesso?. Peccato che il compromesso gi? ci fosse, annunciato dal governo e approvato da una maggioranza trasversale a tutti i gruppi: ? semmai la Fimi che dopo quell’annuncio si ? data molto da fare per bloccarlo, purtroppo finora con successo.

La cosa pi? curiosa ? che nessuno crede seriamente che il problema sia quello dei ragazzini che fanno download. Tutti sono consapevoli che la filiera della musica cos? com’era fino a cinque anni fa, ? stata strapazzata (?scrambled? come le uova) dalle tecnologie digitali. La frittata ? un fenomeno fisico irreversibile, in base al secondo principio della termodinamica: l’entropia ? cresciuta e non si pu? tornare alle uova di partenza. Sanno anche (la Fimi lo scrive a ogni passo) che un mercato della musica digitale a pagamento (equo) ? possibile e gi? funziona, ma lo intendono a modo loro, e cio? dotando ogni pezzo musicale oppure ogni film di un codice protettivo che permetta (a loro) la gestione dei (loro) diritti: sono le tecniche dette di Digital Rights Management. In questo modo un brano legalmente acquistato sar? protetto per l’eternit?, e dunque anche quelli di cui sia scaduto il copyright, che ormai dovrebbero essere nel pubblico dominio. Affermando che vogliono difendere il copyright, in realt? operano alacremente per abolirne definitivamente l’idea stessa, che ? quella di un monopolio temporaneo sulla riproduzione in copia.

Detta in termini ancora pi? netti: sono oggi le aziende della musica e del cinema che manipolano la legge con le tecnologie, di fatto sottraendo alla comunit? quei beni che le leggi di tutti i paesi considerano patrimonio culturale comune.

La loro replica, cortesemente ricevuta, suona cos?: scaduto il copyright, sarete liberi (se non voi, i vostri pronipoti, vista la durata del copyright) di togliere la protezione ai Cd o Dvd. Ma come, se gli apparati e i software per farlo sono gi? ora dichiarati fuori legge? E come se i codici sono segreti e la loro semplice divulgazione in riviste e congressi ? bloccata persino dall’Fbi? E ancora: poich? la tecnologie cambiano, chi mi garantisce che tra 50 o 70 anni ci saranno ancora hardware e software per farlo?

Ovviamente sanno benissimo che non lo faremo e dunque dopo aver acquistato un brano di musica in vinile, poi sui Cd, ora sui Dvd e infine come file Mp3, dovremo riacquistarli diverse altre volte, se ancora vorremo continuare ad ascoltarlo (noi e i nostri pronipoti). Altrettanto ovviamente i sistemi di protezione potrebbero benissimo essere progettati con la data di scadenza incorporata e automatica, ma nessuno sembra preoccuparsene.

Tratto da “Il Manifesto” di domenica 21 novembre 2004

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Avvocato di stato: condannate Berlusconi

19 novembre 2004 Commenti chiusi

Sme, avvocato stato: Berlusconi colpevole

Nell’ambito del processo Sme l’avvocato di parte civile della Presidenza del Consiglio, Domenico Salvemini, ha chiesto la condanna di Silvio Berlusconi al risarcimento di un milione e 100 mila euro, con una provvisionale di 300 mila euro. Domenico Salvemini, presentando le sue conclusioni, ha sottolineato la “delicatezza” della situazione in cui un “avvocato dello Stato, che dipende funzionalmente dalla Presidenza del Consiglio”, chieda la condanna e il risarcimento nei confronti di chi “? al vertice della piramide gerarchica”.

Il legale ha aggiunto di avere presentato conclusioni “non a cuor leggero” ma “secondo scienza e coscienza”. Salvemini ha detto che “la corruzione di un giudice viene a far cadere quel presidio per tutti i cittadini, baluardo di ogni sistema democratico: la legge ? uguale per tutti”.

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Voglia di Canada

17 novembre 2004 Commenti chiusi

Canada, non rispetta patto con elettori: governo denunciato

Non ha mantenuto una promessa elettorale. Per questo motivo il governo dell’Ontario, Canada, ? stato citato in giudizio da un’Associazione di consumatori e dovr? rispondere davanti a un giudice. Durante la campagna elettorale, l’associazione aveva stilato un documento nel quale chiedeva una riduzione delle tasse.

Il contatto era stato firmato dal premier canadese Greg Sorbara. Ma adesso i cosnumatori ritengono che quel patto sia stato violato con l’istituzione di una tassa sulla sanit?. Il governo liberale, che ha pi? volte ammesso di aver aumentato le tasse, s’? sempre difeso attribuendo la responsabilit? alla precedente amministrazione conservatrice, colpevole di avergli lasciato in eredit? un ‘buco’ di circa 5,6 miliardi di dollari.

“Credo che i politici dovranno pensarci due volte prima di firmare un patto – ha commentato John Williamson, portavoce dell’associazione dei consumatori – con gli elettori, cos? come dovranno pensarci due volte prima di fare promesse che non potranno mantenere

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Tremonti forza positiva

16 novembre 2004 Commenti chiusi

ROTFL!Spero trovi collocazione per usufruire della sua genialita’

(ANSA)-BRISSAGO (SVIZZERA),16 NOV-L’ex ministro Tremonti ‘e’ una forza positiva della nostra maggioranza e spero possa trovare una collocazione’. Cosi’ Berlusconi. Il premier ha cosi’ risposto a chi gli chiedeva cosa pensasse sull’ipotesi che Tremonti rientri a pieno titolo in politica.

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