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Archivio per 29 ottobre 2004

Per un Totti sputatore un Rustico assessore

29 ottobre 2004 Commenti chiusi

Fabio Rustico, difensore, assessore a Bergamo: “Sono di sinistra”
Lo scorso anno giocava, ora no: “La societ? ha deciso cos?”
“La politica ? il mio impegno ma nell’Atalanta non gioco pi?”
di Emanuela Audisio

MILANO – E’ l’unico giocatore a fare anche l’assessore. A Bergamo, dove si occupa di politiche giovanili. Fabio Rustico, 28 anni, difensore dell’Atalanta ultima in classifica, 15 presenze nell’ultimo campionato, quello della promozione in A. Quest’anno invece a quota zero. Non un talento, ma uno ruvido e sgraziato. Per? caparbio, onesto, colto. 500 voti, era nella lista civica. E’ stato eletto a giugno.

Sar? una soddisfazione giocare da assessore?
“In comune s?, in campo no”.

Perch??
“Non gioco mai. Cos? hanno deciso in societ?. Me l’avevano gi? detto all’inizio che sarebbero stati guai, non era ben visto chi si occupa di politica e pretende anche di giocare al calcio. Nel nostro ambiente il pallone deve essere una passione totalizzante, ci devi mettere anima e corpo. Niente distrazioni. Comunque anche l’anno scorso, entrai dopo gennaio”.

Confessi: lei ha studiato?
“S?, otto esami ad Economia, mio padre ? commercialista. Ma sono da 10 stagioni all’Atalanta, mi hanno allenato Mondonico, Prandelli, Mutti, Vavassori. Ho cominciato a giocare come tutti i ragazzini, perch? mi piaceva”.

Il suo orientamento politico?
“Non sono comunista, ma Ds. Ammiro Veltroni, Bersani, Cacciari, Cofferati. Non ho la tv a casa, leggo Il Riformista. Vuol sapere anche del mio orientamento culturale?”

S?.
“Gesualdo Bufalino, Tomasi di Lampedusa, Marcuse, Ignazio Buttitta e Seneca che diceva che la filosofia non serve a dire, n? a pensare, ma a fare. Mi piace anche: la verit? non ? n? semplice, n? logica, ma paradossale”.

Calciatori ammirati?
“Ciro Ferrara e mi stava simpatico anche Nicola Caccia, mio compagno di squadra, che in uno scontro non troppo fortuito mi ruppe il naso. Cose che capitano”.

La citt? e il pubblico come hanno reagito?
“Alla mia elezione, bene. Ho sempre avuto un buon rapporto con la curva, soprattutto da quando hanno tolto molti dei simboli di sinistra, tipo Che Guevara. Io credo che il calcio debba essere libero, ? gi? troppo occupato”.

Per? lei entr? in campo con la bandiera della pace.
“Un calciatore pu? anche pensare, no? Io poi in tutti questi anni a Bergamo sono stato in silenzio-stampa, semplicemente non avevo nulla da dire. Trovo ci sia gi? troppa tensione e pressione sul calcio”.

Lei non gioca perch? ? scarso o di sinistra?
“Non mi reputo uno di classe, per? mi applico. Non voglio fare la vittima, non approfitto della mia carica per farmi bello con i compagni ed evitare la fatica. Magari c’? chi sussurra: quello non ci rispetta, mentre noi ci facciamo il mazzo. Io comunque alle otto di mattina sono in comune fino alle due, poi al campo, poi finito l’allenamento di nuovo in comune a fare notte. Tramite l’associazione calciatori ho chiesto solo di avere un giorno di permesso ogni dieci. Mi spetta. E’ una bella esperienza, m’interessava mettermi in gioco, non l’ho fatta per amore delle cariche e nemmeno per i soldi”.

Che stipendio ha?
“Da assessore 1500 ero al mese, dimezzato per via dell’altro, 200 mila euro l’anno”.

Che idea si ? fatto di questo calcio?
“Chiuso, molto campanilistico, nessuna apertura esterna. Se ho il mio impegno politico fuori ? per avere la mente sgombra quando sono in campo. Per? c’? chi pensa che l’impegno guasti i muscoli. Sulla tv penso che la ripartizione dei diritti sia sbagliata e iniqua “.

Deluso?
“Dal calcio s?, eppure ? un mezzo straordinario, arriva veloce ovunque. Anni fa ho attraversato una brutta crisi, nausea tremenda. quando ho capito che non era pi? un divertimento, ma solo un lavoro, ben remunerato. Mi sono pure lasciato con la fidanzata. E poi ho deciso”.

Cosa?
“Cosa far? dopo. Aprir? un’azienda agricola in Sicilia, a Pantelleria, con mia sorella e i miei due fratelli. Io vengo dalla Sicilia, ho bisogno di recuperare un po’ d’anima della mia terra”.

Sue partite pi? belle?
“Contro Roma e Lazio. A marcare Totti e Boksic. Ma sui centri sociali non mi chiede niente? Ho un progetto multimediale per Bergamo, mandare in giro i ragazzi a filmare”.

Lei viaggia su una Panda rossa.
“E allora? Ho anche la barba, come Socrates, Breitner, Sollier. Bevo vino rosso e magari di sera mi concedo un sigaro. E leggo anche gli articoli di Umberto Galimberti, mi piace molto il suo modo di riflettere sulla societ?. E il fratello di mio nonno, che si chiamava Vito, faceva la guardia alle barche e scriveva poesie”.

Lei non ama il paragone con Lucarelli, vero?
“No. Lucarelli viene da Livorno, ? espressione del sentire di una citt?. Io ho cercato di costruirmi una consapevolezza, il mio ? un percorso individuale”.

Assessore, non lo faranno mai giocare.
“Allever? animali e far? l’olio”.

Tratto da “La Repubblica”

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ASMI contro SIAE

29 ottobre 2004 Commenti chiusi

Articolo riguardante le audizioni della famigerata commissione e-Content.

[...] Successivamente in Commissione ? stata audita l’ASMI, l’associazione dei produttori di supporti magnetici, che hanno fatto notare come i balzelli sui supporti mantengano la SIAE. L’ASMI ha infatti calcolato in 600 milioni di euro il fatturato SIAE e dichiarato che il 12 per cento di quel fatturato [cio? 72 milioni di euro] ? quanto il settore dei supporti in imposte versa alla Societ? degli autori e degli editori. Una situazione che, a fronte della crisi industriale, non fa che aggravare la situazione di mercato oltrech? ridurre i consumi da parte degli utenti.Tratto da Punto Informatico

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?Non sono d’accordo con Ciampi?

29 ottobre 2004 Commenti chiusi

Non sono molto d?accordo con il nostro caro Presidente Ciampi riguardo le dichiarazioni sull?abbreviare i tempi per ottenere la cittadinanza italiana. Secondo me anche qui in Italia dovremo dare la cittadinanza italiana dopo sei generazioni di residenza, come in Svizzera.
La forte immigrazione tra pochi anni ci dar? un numero elevatissimo di cittadini italiani acquisiti, che per ricreare da noi i loro paesi di origine, in maniera del tutto regolare e tramite votazioni, faranno degli stravolgimenti importanti ed in qualche caso intollerabili per la nostra cultura. Ci? potrebbe portare al malcontento di chi in Italia non c?? solo di passaggio, ma nel peggiore dei casi ad una guerra civile.

Matteo Pretto
Tratto da “Il Giornale di Vicenza” di venerd? 29 ottobre 2004

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