Traffico di rifiuti informatici tossici dall’Inghilterra in Cina, India, Africa
La Gran Bretagna produce ogni anno oltre 1 milione di tonnellate di rifiuti elettronici, come computer e cellulari guasti e secondo un recente rapporto governativo, vengono spediti all?estero in quantit? sempre maggiori. Lo scorso anno 23.000 tonnellate di attrezzature elettroniche sono state esportate illegalmente, soprattutto in Cina, Africa occidentale, Pakistan e India.
In un caso le bolle di accompagnamento di un container, in attesa di imbarco da Felixstowe per il Pakistan, dichiaravano un contenuto di innocui imballaggi in plastica, che ad una verifica si sono rivelati tonnellate di rifiuti informatici provenienti dal Galles e destinati ad essere selezionati manualmente per ricavarne metalli pregiati.
Secondo l?Environment Agency l?esportazione di questi materiali tossici ammonterebbe a milioni di pounds all?anno. L?agenzia ammette inoltre di non conoscere l?esatto quantitativo di questi rifiuti, inviati nel terzo mondo da compagnie decise a risparmiare i costi dello smaltimento legale.
Ci sono poi altri 2 rapporti, non diffusi dalle autorit?, che fanno ritenere che il fenomeno abbia dimensioni ancora maggiori. Secondo l?Industry Council for Electronic Equipment Recycling, che ha intervistato in forma anonima numerosi imprenditori, gran parte del traffico riguarda componenti elettronici usati ma inutilizzabili, spacciati per buoni. Un consorzio di 6 agenzie di altrettanti paesi europei, Inghilterra inclusa, ha verificato che le aziende utilizzano metodi sempre nuovi e ingegnosi per aggirare i regolamenti e che i governi non possiedono ne le risorse necessarie, ne pare la volont? politica per intervenire in modo efficace.
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